“un sogno a Gaza” di Franca Marini il 22 agosto al Santa Maria della Scala

L’associazione Assopace Palestina insieme al Comitato Siena per Gaza vi invita all’evento:

un sogno a Gaza
a un anno da Margine Protettivo
l’ultima offensiva militare israeliana nella Striscia di Gaza

L’evento, realizzato con il Patrocinio del Comune di Siena, si svolgerà il giorno 22 Agosto nelle sale del Complesso Museale Santa Maria della Scala di Siena dalle ore 17,30 alle ore 20,00.

Locandina

L’iniziativa si propone di creare un momento di riflessione e conoscenza sulla drammatica situazione attuale nella Striscia di Gaza a un anno di distanza da Margine Protettivo da cui è uscita in macerie.

Parteciperà al dibattito Meri Calvelli, direttrice del Centro Italiano di Scambi Culturali VIK di Gaza, impegnata nella Cooperazione Italiana allo Sviluppo e profonda conoscitrice del contesto economico e politico della Striscia di Gaza dove vive da oltre venti anni.

Introdurrà l’evento la proiezione del video “un sogno a Gaza” filmato dall’artista Franca Marini nella Striscia di Gaza lo scorso gennaio.

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25 aprile – Contro ogni oppressione

26 aprile 2015
Riceviamo dalla nostra compagna Luisa G. la testimonianza di questo assurdo episodio di intolleranza di cui è rimasta vittima, ad opera di un giovane israeliano. Desideriamo condannare FERMAMENTE gesti violenti come questo, sia gli argomenti usati, tipici di chi vuole fare di una immane tragedia come lo sterminio ebraico il pretesto per la quotidiana oppressione di un intero popolo.

“Mi sono recata alla commemorazione del 70 anniversario della liberazione con la kefiah al collo e la bandiera palestinese, convinta che fosse il modo per ricordare a tutti che nel mondo questo popolo ancora subisce l’occupazione CRIMINALE ED ILLEGALE [COME DICHIARATO DALLE RISOLUZIONI ONU] da parte dello stato di Israele.

Mentre ascoltavo gli interventi delle personalità istituzionali, I QUALI GIUSTAMENTE DICHIARAVANO INDIGNAZIONE E SCONFORTO PER LA MORTE DEI PROFUGHI NEL MEDITERRANEO, sono stata avvicinata da un ragazzo israeliano che in modo molto aggressivo ha iniziato ad insultarmi, sostenendo che la mia bandiera negava l’olocausto. Ho tentato di spiegare, ma il suo atteggiamento arrogante e violento ed il fiume di offese che ho ricevuto me lo hanno impedito.
PURTROPPO DEVO AMMETTERE CHE SONO RIMASTA IMPAURITA, MA NON PER QUESTO SMETTERO’ DI PORTARE AVANTI LE MIE IDEE, ALTRIMENTI COSA CI ANDREMMO A FARE IN PIAZZA IL 25 APRILE?”

SIENA PER GAZA

PalMed e la sanità nei territori palestinesi

Domenica 1 marzo
Incontro pubblico – PalMed e la sanità nei territori palestinesi
dalle ore 15:00

L’Associazione dei Medici Palestinesi in Italia “PalMed Italia Onlus” è lieta di invitarvi all’incontro che si terrà presso la Corte dei Miracoli domenica 1 marzo dalle
15:00 alle 17:30.

La PalMed Italia è un’associazione ONLUS di medici palestinesi in Italia, facente parte della PalMed Europe fondata nel 2008, e fa propri e persegue gli stessi scopi di questa.

Promuove e sostiene il lavoro di medici volontari presso gli Enti sanitari presenti nel territorio palestinese, coordinando le attività svolte dagli ospedali italiani con i dipartimenti della salute in Palestina. Inoltre PalMed Italia organizza diverse iniziative di sensibilizzazione sulla situazione di precarietà del sistema sanitario nei territori palestinesi e nei campi profughi e di raccolta fondi.

È previsto, durante l’incontro, la presentazione dell’associazione, l’esposizione di testimonianze e la proiezione dei progetti attivi e futuri.

Roadmap to Apartheid – Docufilm alla Corte dei Miracoli

Presso Corte dei Miracoli

INGRESSO GRATUITO

10 DICEMBRE

Ore 21.15

 

Evento a cura di BDS Firenze Siena

roadmap to apartheid

Attingendo dalla loro esperienza personale, i registi Ana Nogueira (una sudafricana) e Eron Davidson (un israeliano) esaminano in modo efficace e approfondito le analogie tra le forme sudafricane e israeliane di Apartheid.

Narrato da Alice Walker (Premio Pulitzer per Il Colore Viola), il pluripremiato docufilm Roadmap to Apartheid (www.roadmaptoapartheid.org) riguarda tanto l’ascesa e il declino dell’Apartheid in Sudafrica quanto il perché tanti palestinesi sentono di vivere oggi in un regime di Apartheid mentre un numero crescente di persone in tutto il mondo è d’accordo con loro.

DICONO DEL DOCUFILM

ARCIVESCOVO DESMOND TUTU, Premio Nobel per la Pace :

“Roadmap To Apartheid is very powerful and compelling, and the visuals of house demolitions are appalling. Religion is repeatedly misused by politicians. Yet one of the lessons of Jewish history is that God is always on the side of the oppressed. Another is that those who dehumanize others, dehumanize themselves. Israelis will pay a heavy price for their callous mistreatment of Palestinians.”

NAOMI KLEIN, Autrice e filmmaker:

“Roadmap to Apartheid is a harrowing exposé of Israel’s unique system of official discrimination.”

BILL FLETCHER, Ex Presidente di TransAfrica Forum:

“Roadmap to Apartheid demonstrates for all to see that the use of the term ‘apartheid’ to describe the system of Israeli oppression of the Palestinians is neither analogy nor loose terminological usage. It accurately describes a system condemned by the international community but tolerated by too many governments when experienced by the Palestinians. Not only does this film serve to elevate the viewer’s understanding of the system of Israeli oppression (and the South African apartheid system), but it inspires the viewer to want to act in solidarity with the Palestinian people in the search for peace and justice in Israel and Palestine. I found myself gripped by the intensity of the film.”

Lucca, intervento di Gideon Levi

Il linguaggio che legittima l’occupazione, le responsabilità dei giornalisti, il colonialismo raccontato da un israeliano.
Intervento di Gideon Levi a Lucca. Intervistato da Grazia Careccia, intervento integrale con le traduzioni di Vittoria. Durata 41 min.

“Una cosa va detta subito e senza esitazione: quello che Israele, il mio Paese, vuole fare è accaparrarsi più terra possibile. E questa non è una questione complessa, come spesso si dice. E’ molto semplice: dal ’48 gli ebrei colonizzano la terra palestinese e le loro politiche non sono cambiate. E questo ha un nome: colonialismo. Oggi, poi, dobbiamo parlare chiaramente di un vero regime di apartheid”

Associazione Amicizia Italo-Palestinese, qualche link

“Mostra UNWRA a Torino ostile a Israele”, la Comunità ebraica ne chiede la chiusura
» http://www.amiciziaitalo-palestinese.org/index.php?option=com_content&view=article&id=4923:mostra-unrwa-a-torino-ostile-a-israele-la-comunita-ebraica-chiede-chiusura&catid=28:dallitalia&Itemid=77

Bambini in cella e le violazioni di Israele
» http://www.amiciziaitalo-palestinese.org/index.php?option=com_content&view=article&id=4922:bambini-in-cella-e-le-violazioni-di-israele&catid=26:dal-medio-oriente&Itemid=76

Demolizioni di case per spegnere l’intifada di Gerusalemme
» http://www.amiciziaitalo-palestinese.org/index.php?option=com_content&view=article&id=4921:demolizioni-di-case-per-spegnere-l-intifada-a-grusalemme&catid=25:dalla-palestina&Itemid=75

Mustafa Barghouti: “Questa violenza una trappola per i palestinesi”
» http://www.amiciziaitalo-palestinese.org/index.php?option=com_content&view=article&id=4920:mustafa-barghouti-questa-violenza-una-trappola-per-i-palestinesi&catid=25:dalla-palestina&Itemid=75

E’ già la terza intifada-intervista
» http://www.amiciziaitalo-palestinese.org/index.php?option=com_content&view=article&id=4918:e-gia-la-terza-intifada-intervista&catid=25:dalla-palestina&Itemid=75

Margine criminale a Gaza

Margine criminale a Gaza

Bruxelles. Il Tribunale Russell accusa Israele per l’offensiva contro la Striscia: armi proibite e civili colpiti deliberatamente, esecuzioni sommarie e inutili devastazioni. Onu, Ue e Usa complici

In una gre­mita audi­zione svol­tasi a Bru­xel­les pochi giorni fa, la giu­ria del Rus­sell Tri­bu­nal on Pale­stine, com­po­sta da giu­ri­sti, intel­let­tuali e difen­sori dei diritti dell’uomo di pre­sti­gio mon­diale tra i quali Ken Loach, Roger Waters, Chri­stiane Hes­sel, Van­dana Shiva, Rom Kasr­lil, Richard Falk, ha pre­sen­tato al Par­la­mento euro­peo le con­clu­sioni del Tri­bu­nale che si è tenuto a Bru­xel­les il 24 set­tem­bre sull’operazione israe­liana «Mar­gine Pro­tet­tivo» nella Stri­scia di Gaza. Dalla ses­sione è emersa la descri­zione docu­men­tata della più feroce offen­siva subita dalla Pale­stina dal 1967 ad oggi. Com­ples­si­va­mente sono state sca­gliate sulla stri­scia — sot­to­li­nea la giu­ria — 700 ton­nel­late di arti­glie­ria pesante: «Circa due ton­nel­late di ordi­gni per chi­lo­me­tro quadrato».

I testi­moni hanno pro­vato che l’esercito israe­liano non solo ha uti­liz­zato ogni sorta di arma proi­bita dalle Con­ven­zioni di Gine­vra (inclusi pro­iet­tili a fram­men­ta­zione, bombe a grap­polo e ura­nio impo­ve­rito), ma ha deli­be­ra­ta­mente diretto attac­chi con­tro obiet­tivi e strut­ture civili, in totale disprezzo dei prin­cipi car­dine del diritto inter­na­zio­nale uma­ni­ta­rio. Le con­clu­sioni della giu­ria dimo­strano che le vio­la­zioni per­pe­trate non sono limi­tate all’illiceità inter­na­zio­nale dell’occupazione e dell’offensiva israe­liane, ma cor­ri­spon­dono a diversi cri­mini di massa codi­fi­cati nello Sta­tuto di Roma della Corte Penale Inter­na­zio­nale, di cui il Tri­bu­nale ha rac­colto nume­rose evidenze.

Israele é risul­tata col­pe­vole di gravi cri­mini di guerra. Tra essi spic­cano «l’esecuzione som­ma­ria di civili pale­sti­nesi da parte delle truppe di terra israe­liane; la deva­sta­zione non giu­sti­fi­cata da neces­sità mili­tari, inclusa la distru­zione di ser­vizi essen­ziali e rifor­ni­menti idrici ed ener­ge­tici; il bom­bar­da­mento mas­sic­cio e arbi­tra­rio di aree civili den­sa­mente popo­late; l’uso spro­por­zio­nato della forza, espli­ci­ta­mente pre­vi­sto e adot­tato come metodo di guerra dall’esercito israe­liano (la Dahiya doc­trine, puni­zione col­let­tiva) e l’attacco inten­zio­nale con­tro ospe­dali, unità e per­so­nale medico».

Alla luce delle testi­mo­nianze, il Tri­bu­nale ha con­cluso che un vero e pro­prio attacco siste­ma­tico con­tro la popo­la­zione civile vi è stato e che, rela­ti­va­mente alle con­dotte di omi­ci­dio, ster­mi­nio e per­se­cu­zione, vi sono indizi di cri­mini con­tro l’umanità, quali «l’inflizione inten­zio­nale di con­di­zioni di vita dirette a cagio­nare la distru­zione di parte della popo­la­zione, come impe­dire l’accesso al cibo, all’acqua e alle cure mediche».

Le cru­deltà dell’offensiva, insieme alle prove di un pro­gres­sivo, allar­mante pro­cesso di fana­tiz­za­zione raz­ziale dell’opinione pub­blica, sono risul­tate così gravi da porre una spi­nosa que­stione: pos­sono, tutte que­ste con­dotte, unite in unico dise­gno volto a distrug­gere un popolo, inte­grare il cri­mine di geno­ci­dio? La giu­ria, con­si­de­rando il requi­sito spe­ci­fico del cri­mine — ovvero l’intento di distrug­gere, in tutto o in parte, un gruppo nazio­nale, etnico o reli­gioso – ritiene che alcune con­dotte tipi­che della fat­ti­spe­cie si siano effet­ti­va­mente veri­fi­cate, ma avverte che «le poli­ti­che di occu­pa­zione israe­liane sem­brano orien­tate, più che alla distru­zione fisica, al con­trollo e al sog­gio­ga­mento del popolo pale­sti­nese». La que­stione in punto di diritto è controversa.

27desk giro gaza

Cer­ta­mente, però, il prin­ci­pio ideo­lo­gico di que­sti attac­chi è evi­dente: cosa signi­fica attac­care una scuola se non distrug­gere il diritto all’educazione? Cosa signi­fica attac­care un ospe­dale se non impe­dire in par­tenza ai cit­ta­dini di acce­dere alle cure e agli aiuti uma­ni­tari? Cosa signi­fica attac­care siste­ma­ti­ca­mente la popo­la­zione civile se non ter­ro­riz­zarla, spez­zando ogni sogno di libertà e autodeterminazione?

Come dovrebbe rea­gire, allora, di fronte a tutto que­sto, la comu­nità inter­na­zio­nale? Il Tri­bu­nale pone richie­ste con­crete ai diversi attori della situazione.

A Israele, “impu­tato” prin­ci­pale di que­sto pro­cesso, si chiede di porre fine all’occupazione, rispet­tare l’autodeterminazione dei pale­sti­nesi, la lega­lità inter­na­zio­nale e, insieme all’Egitto, di ces­sare l’assedio di Gaza. Tut­ta­via anche le respon­sa­bi­lità di Onu, Ue e Stati mem­bri sono risul­tate tutt’altro che secon­da­rie. A essi si chiede di ces­sare ogni soste­gno eco­no­mico e scien­ti­fico all’industria mili­tare israe­liana, di esi­gere risar­ci­menti per la distru­zione delle infra­strut­ture rea­liz­zate con aiuti inter­na­zio­nali, di imporre un severo embargo mili­tare a Israele e ina­sprire le rela­zioni diplo­ma­ti­che e com­mer­ciali, a pena di incor­rere in una com­plice e mor­ti­fi­cante acquie­scenza. A entrambe le parti ferma esor­ta­zione ad ade­rire alla Corte Penale Inter­na­zio­nale e alle isti­tu­zioni inter­na­zio­nali, in modo par­ti­co­lare agli Usa, di porre fine a pres­sioni e ricatti sull’Ap affin­ché non acceda allo Sta­tuto della Corte.

Ci si trova, in sostanza, di fronte non solo alla lotta del mili­ta­ri­smo israe­liano con­tro i diritti di un intero popolo e la sua soprav­vi­venza come tale, ma a un’offensiva fron­tale dei governi occi­den­tali con­tro l’eguaglianza nell’accesso alla giu­sti­zia. In que­sto modo, tute­lando l’impunità, si tutela, in realtà, la ripro­du­zione delle atrocità.

@ilmanifesto.info